Lettere dal nord-est

In che lingua si dice, in che nazione, in quale umanità s’è mai imparato il verbo che può dar ordine al caos che in questo turbinio s’è formato? Che sussuro di vento, che dorato canto d’uccello su in alto posato può dire, a voce, quello che, tacendo, nel silenzio
Dell’identità

(Camminando per le vie di Nuoro) Rendimi, vita mia, quella forza che non ha bisogno del coraggio, quella sicurezza che non ha bisogno dell’amore e cammina da sola, per le strade del mondo, quella caparbietà che non ha paura, quella supponenza con il sopracciglio alzato per lo sdegno, l’arroganza
Come una lepre

Un colpo di fucile, un colpo di fucile. Come una lepre alla tagliola, più mi dimeno e mi agito, più mi lacero, stretta nella morsa: non lasciatemi morire esangue, con la sete nello sguardo a cercare compassione. Piuttosto lasciatemi zoppicare incontro ai cani, che fiutino la mia fine imminente,
Il senso dello scandalo

Vicenza, Se non ora, quando? La grande mobilitazione di ieri ha sancito, pur con le sue contraddizioni interne, la necessità di riporre con forza la questione femminile al centro del dibattito politico di questo Paese. L’ancora perpetrata disuguaglianza tra i sessi è il segno più lapalissiano del regresso culturale
La libertà

www.stefaniacalledda.it La libertà è un treno che ruggisce di lapilli di binario in binario, che attraversa molte vite di stazione in stazione. La libertà è un vagone semivuoto, la mia solitudine riflessa sul finestrino e campi arati, capannoni, consuetudini come panni stesi al sole, ripidi gradini, uscite scorrevoli e