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Improbabili monologhi

“Io sono una selva e una notte di alberi scuri, ma chi non ha paura delle mie tenebre troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi.” Friedrich Wilhelm Nietzsche “Io ero il soldato semplice con le mostrine sgualcite, il tremore delle mani sul calcio del fucile, io ero
Vicenza festeggia i 150 anni dell’Unità d’Italia

I pensieri dei ragazzi sul tricolore in piazza Un’enorme bandiera tricolore in piazza dei Signori composta da strisce verdi, bianche e rosse, ciascuna delle quali porterà scritto un pensiero degli studenti delle scuole: questa l’iniziativa del Comune per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. (Il giornale di Vicenza)
Il nostro ottimismo vi contagerà

Meenakshi Shrivastava, 31 anni, è meno benestante delle altre. Lavorava in un albergo, la sua casa è di gran lunga la più modesta. Suo padre si è fatto quindici ore di treno dal Bihar (“la terra dell’imperatore Ashoka” precisa orgoglioso, “il fondatore dell’India tollerante del III secolo avanti Cristo”)
Io ero

C’è una belva dormiente che mi affanna il cammino, un respiro soffocato, costretto il torace, a riempire i silenzi. Io ero, indecifrabile al passo, un volo d’uccelli, una carovana. È caduta troppa neve, sono un rantolare di cani, cancrena dei germogli. Mi accomiato senza parole stridenti, muoio di rinunce
Ho scritto a Concita De Gregorio

Dopo aver aderito all’appello de L’Unità, ho commentato così l’articolo del direttore “Il sorpasso della realtà”: Per una donna come me, alla soglia dei trent’anni, con una laurea in Scienze Politiche che non interessa a nessuno, in questo mondo del lavoro fatto per personale dequalificato da sfruttare, da